NELLA CARNE E SULLA PELLE

Ho sempre tentato di dare un significato al corpo, al nostro corpo. Non solo per un disagio personale, ma anche perchè mai come in questo momento il corpo nella nostra società è negato o rifiutato. Da tempo il corpo viene mascherato, nascosto alla vista come per armarlo contro la sua stessa natura originale, paradossalmente con pratiche che vorrebbero esaltarlo. Altro che il burka, mi verrebbe da dire provocatoriamente. Cosa si nasconde dietro queste pratiche? Corpo nemico, perchè monito quotidiano della precarietà della nostra vita? Concetto negato per un desiderio di immortalità che accompagnerà sempre l'umanità? Quindi tento di riportare l'attenzione conviolenza su questo 'oggetto' ormai misterioso, con visioni diverse, provocatorie, frutto dell'immaginazione, per tentare di ritrovarlo e farlo ritrovare. O forse è solo un mio rito personale per avere meno paura, come tutti'. Gianna Mai pensato di fare l'amore con un tavolo? Sì, proprio un tavolo, quell'oggetto a quattro zampe, tutto spigoli. Ebbene, l'avventuriera dello spirito (e della carne) Giovanna Torresin si. Lei per anni è riuscita a immaginarsi nuda, del tutto spoglia di qualsiasi difesa, a confronto diretto con un angoloso tavolo. E l'accostamento tra i due termini del rapporto - la morbida lei e il rigido lui - prolungandosi nel tempo, nell'esercizio di un inedito kamasutra improntato a un inedito feticismo, ha prodotto risultati diversi. Una volta l'entusiasmo virginale dell'intraprendente-dilettante l'ha confusa addirittura con 1'oggetto delle sue attenzioni, creando un ibrido di sapore già mitologico: gambe di tavolo e torso di donna (ricordate? ne avevamo già parlato nel servizio "Blue Art - Di nuovo nudi! su "Blue", n.109 del giugno 2000). Una volta, invece, l'affannoso empito della copula contro natura l'ha trafitta e stremata, nel lento spegnersi di un'estasi pur anche dolorosa. Una volta, sempre nel vuoto della sua linda cameretta metafisica, è bastata l'ombra evocata dell'amante impossibile per dominarla e sottometterla, facendola arrossire di passione e vergogna e facendola impallidire per la vergogna e la passione. E' un rapporto indubbiamente mistico, questo, scoccato tra questa anacoreta pulsante tanto bramosa di darsi e questo demone tanto stranamente propenso a possederla... Col passare del tempo, la ricerca del piacere attraverso un'esaltante mortificazione si è raffinata ed evoluta. Lei, determinata incerca della propria ardua santità, ha deciso di macerarsi ulteriormente, di esporsi ancor più direttamente. Sempre più nuda, sempre più abbandonata, sempre più appesa al filo lacerante dello sguardo pubblico. E ha spostato la sua alcova, geometricamente lubrica, dal primo spazio ideale, dove aveva sacrificato il suo simbolico imene in luminoso ritiro spirituale, in un secondo ambiente realistico, una cucina quasi qualunque, innaturalmente pulita, dove prostrare meglio la sua carne sul freddo anonimo delle piastrelle, abbracciata ognora al suo altero partner. Che le è entrato dentro, ormai. Anche se non lo vedremo più, fa parte di lei per sempre. Come ti senti, Santa Giovanna, dopo le tue prove generali di martirio? Più forte o più debole? Con chi sei in amore adesso? Perlomeno con il tuo corpo martoriato, che va difeso dalle insinuanti follie di un nemico che ora è in te e ora è fuori di te? Ma tu non sei fuori di te, anzi, non sei mai stata tanto in te. Ti ci vuole una corazza, ti dici, e te la cuci addosso. Te la indossi a pennello. Ti fai corazza di te stessa. Ti fai coriacea. Ispessisci la tua pelle, pachidermizzi le tue difese. Ma ora devi fare i conti con la tua nuova (transeunte) identità. La via della santità assoluta, lo sai, è ancora lunga e tortuosa e dura. Meno male che tu hai già imparato a soffrire, eccome, e che gogne e cilici e flagelli quasi ti piacciono. Infondo.


Ferruccio Giromini  - Blue
IN FLESH AND ON SKIN

I have always tried to give some meaning to the body, to our body. Not onlyout of my personal feeling of unease, but because today like never before,in our society, the body is being denied or repudiated. The body has longbeen masked, hidden from sight, almost armoured against its own originalnature, and paradoxically so using practices that are meant to magnify it..Worse than a burka, I could say in provocation. What is hidden behind thesepractices? Is the body our enemy, being it a daily warning about thefugacity of our life? Is it a concept we keep denying out of our wish to beimmortal, a wish that will always inhabit mankind? So, I wish to force theattention back on this 'object', now a mystery, with different provocativevisions, a product of imagination, so as to get hold of it again and getpeople get hold of it again too. Or maybe, this is only my personal way toovercome my fear, like everybody else". Gianna.Have you ever thought of making love to a table? Yes, a table, the objectwith four legs and sharp edges. Well, Giovanna Torresin - the adventurer ofthe soul (and the flesh) - did it. For years, she has tried to imagineherself naked, totally stripped off of any protections, in a directconfrontation with a sharp-edged table. These two elements of a long-livedrelationship - she soft, he hard - practising an inedited kamasutra inspiredby an inedited fetishism, have been matched together to produce differentresults. One time, the virginal enthusiasm of an inventive amateur makes herblend with the object of her attention, and create a hybrid reminiscent ofmythology, having table legs and a female torso (do you remember? We spokeabout it in "Blue Art - Di nuovo nudi! published in "Blue", n.109, June2000). Another time, the hasty vehemence of this copulation against natureleaves her transfixed and exhausted, while her painful ecstasy slowly wanes.Another time, always in the empty space of her neat metaphysical bedroom,the mere shadow of her impossible lover is enough to overcome and subdueher, make her turn red out of passion and shame, and turn pale out of shameand passion.This is an undoubtedly mystical relationship between a passionate anchoriteeager to give herself and a demon so strangely keen to possess her... Intime, this quest for pleasure through excitement and self-humiliation hasimproved and evolved. In her resolute pursuit for tough sanctity, she hasdecided to get increasingly worn away and exposed even more directly. Allthe more naked, all the more abandoned, all the more hung onto thelacerating thread of public stare. Also, she moved her geometrically slimyalcove from the original ideal space - where she had sacrificed her symbolichymen in a bright spiritual retreat - to another real environment, a fairlystandard kitchen, unnaturally clean, to have her flesh be knocked out on theanonymous coldness of the tiles, hugging her haughty partner all the time.Now, her partner has penetrated her. Even if we can no longer see him, hewill be a part of her for good.How do you feel, Saint Giovanna, after your rehearsal of a martyrdom?Stronger or weaker? Whom are you in love with now? At least with youtortured body, which needs protection against the insinuating follies of anenemy who is some times inside you and some other times outside? You,though, are not beside yourself; on the contrary, you have never beenyourself so much like now. You need an armour - you are telling yourself -and you sew it onto your body. You become leathery. You thicken your skin,lift pachydermal defences. But now, you need to deal with your new(transient) identity. You know, the way to absolute sanctity is still long,and winding, and harsh. Luckily, you have already learnt how to suffer andrealised that you have come to quite like all those pillories, cilices andwhips. After all.


Ferruccio Giromini  - Blue